Resistenza all’adozione della stigmatizzante dottrina anti alcol dell’Organizzazione Mondiale della Sanità
Un’ampia alleanza composta da rappresentanti della gastronomia, della produzione e del commercio si oppone alla stigmatizzazione generalizzata del consumo di birra, vino e distillati promossa dalla campagna anti alcol ell’Organizzazione
Mondiale della Sanità (OMS), sostenendo la responsabilità individuale, il consumo consapevole e la tutela del patrimonio culturale.
Studio controverso condotto da sostenitori dell’astinenza: criticità metodologiche e selezione dei dati
Attualmente, il dibattito su alcol e salute è più emotivo e polemico che mai. A guidarlo è la campagna anti alcol dell’OMS Europa, che con nuove raccomandazioni sul consumo di alcol promuove una politica stigmatizzante e alimenta la controversia con titoli diffusi miratamente. Nel quadro della campagna “No Safe Level”, l’OMS sostiene che non esista una quantità di alcol considerata innocua per la salute.L’OMS si basa su una metanalisi del 2023, oggetto di critiche metodologiche, che mette in discussione gli effetti positivi del consumo moderato di alcol. Oltre alla selezione dei dati, si contesta la semplificazione eccessiva delle invece complesse relazioni tra modelli di consumo, fattori sociali e salute. Gli autori dello studio, tra cui il consulente OMS Tim Stockwell, sono noti oppositori del consumo di alcol e vicini al movimento astensionista. Di conseguenza, il Blaues Kreuz ha pubblicato nel febbraio 2025 nuove raccomandazioni come “La vita più sana è senza alcol”, basandosi anch’esso sulla discutibile dottrina OMS. D’altra parte, numerosi studi degli ultimi anni hanno dimostrato gli effetti positivi del consumo moderato di vino.
Tendenza sociale indiscussa: In Svizzera si beve meno alcol
La diminuzione del consumo di bevande alcoliche è una tendenza sociale osservata da oltre 20 anni. “Mai in Svizzera si è bevuto così poco. Vent’anni fa il consumo pro capite era di 10,6 litri di alcol puro, oggi è sceso a 7,6 litri – il 30% in meno”, afferma il commerciante di vini Philipp Schwander. Il consumo di vino è quello che si è ridotto maggiormente. Il fatto che il 5% della popolazione sia incline all’alcolismo non deve essere minimizzato. È da rispettare la scelta di chi rinuncia all’alcol per motivi validi. “Tuttavia, vino, birra e distillati sono parte integrante della nostra cultura e società.”
Mozione per una pausa nell’adozione di nuove raccomandazioni OMS sull’alcol
La mozione 25.4153 Stop a nuove raccomandazioni sul consumo moderato di alcol! presentata a fine settembre dal Consigliere agli Stati Benedikt Würth e da altri 20 firmatari di diversi partiti, chiede al Consiglio federale di sospendere l’approvazione di nuove linee guida sul consumo moderato di alcol, di considerare i risultati dello studio UNATI in corso e di coinvolgere le parti interessate prima di adottare nuove direttive. Würth motiva la sua iniziativa con lo studio UNATI, considerato il gold standard scientifico, che dovrebbe fornire dati chiari sul rapporto tra consumo di alcol e salute. “Finché i risultati non saranno disponibili, adottare prematuramente la posizione OMS secondo cui non esiste una quantità di alcol sicura non è scientificamente giustificato”, sostiene Würth. Recenti studi internazionali mostrano invece un quadro più differenziato, in cui il consumo moderato può essere associato sia a benefici che a rischi. Pertanto, nuove raccomandazioni nazionali dovrebbero essere formulate solo dopo la conclusione dello studio UNATI, per evitare incertezze e basarsi su dati affidabili. Würth non si accontenta della posizione negativa del Consiglio federale sulla sua mozione: “Il Consiglio federale evita una presa di posizione chiara e scientificamente fondata sulla tesi OMS che non esista una quantità di alcol sicura. È evidente che una pausa sia ora indispensabile.”
Contestazione della dottrina dell’OMS e della sua adozione senza spirito critico
Contro il lobbying anti alcol mirato dell’OMS Europa, che stigmatizza e minaccia la cultura svizzera del piacere, la gioia e il fascino per vino, distillati e birra, si sta formando una resistenza: L’alleanza Gaudium Suisse – Godersela con moderazione si oppone a questa imposizione generalizzata e difende il valore sociale e culturale del consumo consapevole in Svizzera. L’iniziativa è sostenuta da GastroSuisse, dall’Associazione svizzera delle birrerie, da SPIRITSUISSE, da AOP-IGP Svizzera, da Philipp Schwander e da altre personalità. Gaudium Suisse mira a proteggere il patrimonio culinario e la diversità sociale, rafforzando la responsabilità individuale invece di limitare il consumo consapevole e la qualità della vita. “Il piacere è parte della nostra ospitalità – serve apertura, non divieti”, afferma Beat Imhof, presidente di GastroSuisse. Il messaggio di Gaudium Suisse è chiaro: vino, birra e distillati sono piacere e cultura – parte della qualità della vita e della convivialità, celebrano il patrimonio e la produzione locale.
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